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Decreto Legge PNRR: tutte le misure in materia di lavoro

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ROMA 9 MAR 2024 – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge 2 marzo 2024, n. 19 recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

Di seguito, le principali misure in materia di lavoro:

  1. rafforzamento e aggravamento del regime sanzionatorio in materia di tutela della salute e sicurezza del lavoro, nonché di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare. In tale ambito, è previsto l’inasprimento delle sanzioni amministrative in materia di contrasto al lavoro sommerso in edilizia e in agricoltura, anche in coerenza con gli obiettivi del PNRR, nonché alla reintroduzione e all’aggravamento delle sanzioni penali per contrastare il fenomeno della somministrazione abusiva di lavoro, spesso dissimulata da contratti di appalto e distacchi fittizi. Al fine di responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nell’appalto, in caso di violazione delle norme in materia di lavoro, viene estesa la responsabilità solidale tra il committente imprenditore o datore di lavoro e l’appaltatore o il subappaltatore nei confronti dei lavoratori, anche alla figura dell’appaltatore fittizio, che è colui che ricorre alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti non autorizzati, integrando così la fattispecie della somministrazione illecita di lavoro. L’appaltatore fittizio, fino ad oggi, non era ritenuto responsabile delle violazioni in materia di lavoro non essendo il reale fruitore delle prestazioni lavorative. Pertanto, anche tale soggetto sarà tenuto a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione dell’appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili, di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.
  • È previsto, per il periodo dal 1° aprile 2024 al 31 dicembre 2025,l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali ed assicurativi a carico del datore di lavoro domestico (che possieda un ISEE in corso di validità, non superiore a euro 6.000) nel limite massimo di 3.000 euro annui, in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani, con una età anagrafica di almeno ottanta anni, già titolari dell’indennità di accompagnamento.
  • È introdotto, a partire dal 1° ottobre 2024, un nuovo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi (c.d. patente a crediti), obbligatoria per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito dei cantieri edili. Le imprese, ad eccezione di quelle in possesso dell’attestato di qualificazione SOA, e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili sono tenuti al possesso della patente a crediti, rilasciata in forma digitale dall’INL, che costituisce un vero e proprio titolo abilitante. La patente a crediti parte da un punteggio iniziale di 30 crediti che vengono a mano a mano decurtati in seguito all’adozione di provvedimenti di carattere sanzionatorio. I crediti possono essere riacquistati attraverso la partecipazione a corsi di formazione concernenti la salute e sicurezza. È stato, altresì, previsto che, nei casi di violazioni più gravi dai quali sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, l’INL potrà sospendere, in via cautelativa, la patente fino a un massimo di dodici mesi.
  • Rafforzamento del sistema di salvaguardia delle imprese che operano correttamente nel mercato. In particolare, sono introdotte le seguenti misure:

– “Lista di conformità INL”. Si tratta di un apposito elenco informatico, consultabile pubblicamente, in cui viene inserito il datore di lavoro, nell’ipotesi in cui, all’esito dell’accertamento ispettivo, non emergano violazioni o irregolarità in materia di lavoro, legislazione sociale e di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. All’iscrizione nella lista di conformità si accompagna il rilascio, da parte dell’INL, di un apposito attestato. I datori di lavoro cui è stato rilasciato l’attestato non sono sottoposti, per un periodo di dodici mesi dalla data di iscrizione, ad ulteriori verifiche da parte dell’INL nelle materie oggetto degli accertamenti, fatte salve le verifiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed eventuali richieste di intervento, nonché le indagini demandate dalle competenti Procure della Repubblica.

– Verifica di congruità del costo della manodopera. Viene introdotto nell’ambito degli appalti pubblici e privati un obbligo di richiesta del certificato di congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva prima di procedere al saldo finale dei lavori. In particolare, il responsabile del progetto di realizzazione dei lavori edili, negli appalti pubblici (di valore complessivo pari o superiore a 150.000 euro), e il committente, negli appalti privati (di valore complessivo pari o superiore a 500.000 euro), prima di procedere al saldo finale dei lavori, sono tenuti a verificare la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva.

– Compliance aziendale. Al fine di incentivare la regolarizzazione in materia contributiva da parte dell’azienda e di favorire nel contempo l’emersione del lavoro irregolare, è prevista la riduzione delle sanzioni civili nel caso di pagamento spontaneo eseguito entro un certo termine e la possibilità di accedere al c.d. “ravvedimento operoso” nel caso in cui la denuncia della situazione debitoria sia eseguita spontaneamente da parte del datore di lavoro, prima della contestazione o della richiesta da parte dell’ente impositore.

  • Potenziamento delle assunzioni del personale ispettivo, amministrativo e tecnico, dell’INL e del contingente dell’Arma dei Carabinieri al fine di rafforzare le attività di vigilanza in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con la possibilità di:

 prorogare fino al 31 dicembre 2025 le facoltà assunzionali già previste per l’INL;

– autorizzare, per gli anni 2024-2026, l’assunzione a tempo indeterminato di un nuovo contingente di personale (250 unità), altamente professionalizzato, nell’area vigilanza tecnica (ingegneri, architetti, biologi, etc.), mediante procedure concorsuali su base regionale;

– rafforzare il contingente di personale appartenente all’Arma dei Carabinieri per la tutela del lavoro (50 unità);

– versare una quota parte degli introiti derivanti dai provvedimenti sanzionatori irrogati in sede di vigilanza in un apposto capitolo del bilancio del Ministero e destinarli ad una più efficiente utilizzazione del personale ispettivo sul territorio nazionale, entro il limite del 15% della retribuzione lorda annua.

Riforma fiscale, Lamberto Mattei tra gli esperti consultati dal MEF per Iva e imposte indirette

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Roma  23 feb 2024 – Prosegue al Mef l’attività di perfezionamento per la riforma fiscale. Il vice ministro On Prof. Mauriio Leo con specifica nota dello scorso 30 Agosto 2023 aveva inserito espressamente il Dottore commercialista Lamberto Mattei , tra le figure di esperti da consultare per gli apporti migliorativi rispetto alla riforma fiscale. Mattei, in particolare è stato scelto dal Mef proprio per la sua esperienza nel settore Imposta sul valore aggiunto ed imposte indirette. Argomento di grande impatto sull’economia nazionale e sulle imprese stesse. Il vice Ministro, intraprese questa iniziativa all’indomani dell’approvazione definitiva del disegno di legge delega al governo per la riforma fiscale avvenuto il 4 agosto 2023.

La sua attuazione mediante successivi appositi decreti legislativi delegati deve essere quindi necessariamente snodata attraverso ulteriori e plurimi passaggi valutativi da parte del ministero dell’Economia e delle finanze , del governo e delle commissioni parlamentari oltre che delle diverse conferenze stato regioni ed autonomie locali per le parti di relativo interesse. Di qui l’esigenza di nominare un pool di esperti per una molteplicità di settori.

“La riforma fiscale – spiega il dott. Lamberto Mattei – è di portata storica, e bisogna tener conto di una molteplicità di aspetti applicativi. L’iniziativa ministeriale tende a prevenire l’insorgenza di problematiche, anche in relazione alle esigenze specifiche delle regioni che come noto hanno una loro autonomia. In particolare sul tema dell’Iva e delle imposte indirette, sono molti i nodi da sciogliere, di recente l’agenzia entrate ha pubblicato la circolare n. 3 del 16 febbraio con istruzioni operative riguardanti le novità in materia di imposte indirette, introdotte dalla legge di bilancio 2024, dal decreto Anticipi e dal decreto Salva-infrazioni. Poi ci sono molti altri aspetti che riguardano l’Iva, come la proroga per l’agevolazione di prodotti come il pellet e sgravi per soggetti non appartenenti all’UE.  Il decreto Anticipi – prosegue Mattei – ha previsto anche  l’esenzione relativa all’imposta di registro dovuta per l’adeguamento degli statuti degli enti sportivi dilettantistici. Oltre al fatto che ci sono novità su molti altri fronti. Queste norme, che incidono in riduzione di aliquote come nel caso dei prodotti per l’infanzia ed igiene femminile, hanno un impatto sulle contabilità di aziende imprese, e serve informazione costante. La proroga sul pellet ad esempio scade a fine febbraio, ma ci sono anche novità per gl adempimenti Iva relativi all’importazione di veicoli provenienti dalla Città del Vaticano o dalla Repubblica di San Marino. Ci sono poi esoneri per dare supporto allo sport a livello nazionale, ed agevolazioni prima casa per gli italiani che sono residenti all’estero, e per favorire quindi in ritorno in Patria. Ma questi – conclude Mattei – sono solo alcuni esempi per evidenziare quanto sia complessa la materia. Noi come tecnici ci siamo e siamo impegnati in prima persona ed in modalità costante per fornire al MEF ogni supporto necessario”.

Indubbiamente l’avvio di tali consultazioni rivolto ad esperti di fama nazionale, tende ad aprire il confronto sempre di più con chi vive ogni giorno il contatto con la realtà produttiva.

 

Nasce Confimprese Umbria, Lamberto Mattei è il vice presidente

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ASSISI (PG) 14 FEB 2024 – Si estende sempre di più la rete nazionale di Confimprese Italia, l’importante organizzazione in campo dal 1996 e di cui è presidente nazionale il Dott. Guido D’Amico. E’ stata infatti costituita presso il Palazzo di Assisi Confimprese Umbria, di cui è stata eletta presidente la brillante Doriana Sannipola. L’associazione territoriale dunque costituisce un punto importante di riferimento nella regione umbra, laddove vi sono necessità di sviluppo, assistenza e sostegno alle aziende. La sede ufficiale è pertanto operativa in Assisi e da  qui parte il coordinamento di tutte le attività. Il dottore commercialista Lamberto Mattei, già presidente di Confimprese Roma Capitale, è stano nominato Vice Presidente e Consigliere della nuova struttura territoriale umbra. Segretario è Giuseppe Cerbone, gli altri consiglieri: Mirco Ragni e Pasquale Cerbone. 

La dott.ssa Doriana Sannipola, vanta una già consolidata esperienza nel settoredelle realtà associative ed in particolarmente di quelle appartenenti al sempre crescente mondo del non profit, del Terzo Settore e dello Sport, da anni è impegnata nel cercare di affiancare tutte le organizzazioni appartenenti ai suddetti settori nella corretta gestione degli adempimenti amministrativi, contabili, del lavoro e fiscali. La missione è quella di condurre tali associazioni ad un modus operandi dagli alti standard di gestione economica ed amministrativa.

Il Dottore Lamberto Mattei, potrà in questo caso portare l’esperienza già in campo per Confimprese Roma capitale, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese.

“Abbiamo il dovere – spiega Lamberto Mattei – di profondere il nostro impegno a livello di ogni territorio, l’Umbria è una regione stupenda con tante risorse, la presenza ufficiale di Confimprese costituisce un valore aggiunto ed un modo per portare soluzioni concrete  a criticità rilevate. L’impegno è molto,  ma siamo pronti in team ad esserci sempre e comunque. Ringrazio il dott. Guido D’Amico, la dott.ssa Sannipola e tutto il nuovo direttivo per la fiducia che mi è stata tributata, ora avanti tutta”.

ConfimpreseItalia è una Confederazione Etica che da impulso ad una nuova via d’insieme, un modello condiviso ampio, in cui convivono e partecipano non solo imprese e professionisti, ma anche il mondo No-Profit delle Imprese Sociali, le ONG, le cooperative sinanco i lavoratori stipendiati, i pensionati, le casalinghe i consumatori tutti impegnati a creare un circuito virtuoso con al centro il valore dell’uomo, le sue responsabilità e il mercato.

Ad oggi  può contare su oltre 60.000 associati, con più di un milione di addetti. È già presente con 19 sedi regionali: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Molise, Campania, Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Sardegna, Liguria, Friuli V.Giulia, Umbria, 78 sedi provinciali oltre a 20 Federazioni di Settore e 14 Associazioni autonome affiliate e l’attività è in continua e costante espansione.

 

 

 

 

 

 

 

In forte aumento la chiusura di negozi a Roma, Lamberto Mattei: “urgono iniziative”

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Roma – La vivace città di Roma, con il suo patrimonio storico, la sua cultura vibrante e la sua cucina deliziosa, ha sempre ospitato una miriade di negozi di vicinato che riflettevano l’anima autentica della città. Tuttavia, negli ultimi tempi, un’ombra cupa si è abbattuta su questa scena commerciale, poiché sempre più serrande vengono abbassate e le insegne scomparse.

Sia nel suggestivo centro storico che nelle periferie animate, la chiusura definitiva dei negozi di vicinato è in forte aumento. Questo declino sta colpendo soprattutto il settore dell’artigianato, un pilastro tradizionale dell’economia romana che ha dato vita a mestieri antichi tramandati di generazione in generazione.

Secondo Lamberto Mattei, dottore commercialista e presidente della Confimprese di Roma, la situazione è allarmante. Mattei lancia un monito chiaro: è necessario agire con decisione, fornendo formazione e sostegno soprattutto ai giovani, e riducendo le tasse sugli immobili commerciali per invertire questa tendenza devastante.

L’artigianato romano, noto per la sua maestria nella lavorazione del cuoio, nella produzione di gioielli artigianali e nell’arte della ceramica, è stato uno dei pilastri dell’economia locale. Tuttavia, i cambiamenti nei modelli di consumo, l’aumento delle spese operative e le difficoltà nel reperire manodopera qualificata stanno mettendo a dura prova questi negozi di famiglia.

Il centro storico di Roma, una volta ricco di botteghe artigiane e boutique caratteristiche, sta lentamente trasformandosi in una sorta di Disneyland commerciale, con negozi di souvenir e catene internazionali che prendono il posto delle botteghe tradizionali. Anche nelle periferie, dove la vita di quartiere è sempre stata vibrante, si assiste alla stessa triste scena: le serrande abbassate diventano sempre più comuni, lasciando vuoti nelle strade che un tempo erano animate dai commercianti locali.

La risposta a questa crisi non può essere sottovalutata. Lamberto Mattei sottolinea l’importanza di investire nella formazione professionale, specialmente per i giovani, al fine di preservare le abilità artigianali che sono parte integrante del tessuto culturale di Roma. Inoltre, è fondamentale adottare politiche che allevino il carico fiscale sugli immobili commerciali, consentendo ai piccoli negozi di sopravvivere e prosperare in un mercato sempre più competitivo.

Il tessuto sociale ed economico di Roma rischia di perdere parte della sua identità se non si interviene tempestivamente. La chiusura dei negozi di vicinato non rappresenta solo la perdita di posti di lavoro e di luoghi di ritrovo per la comunità locale, ma anche la scomparsa di un patrimonio culturale prezioso che ha reso Roma unica nel panorama internazionale.

“È giunto il momento di agire con determinazione – conclude Mattei – per salvaguardare il cuore pulsante della città eterna e garantire un futuro sostenibile per le generazioni future”.

Madri lavoratrici, come applicare l’esonero contributivo

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In via sperimentale, soltanto per il 2024, possono beneficiare dell’agevolazione anche le mamme con due figli il più piccolo dei quali non ha superato i 10 anni di età

Roma 2 feb 2024 – La legge di bilancio 2024 ha esonerato le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, esclusi i rapporti di lavoro domestico, con tre figli o più, dal pagamento dei contributi previdenziali per il periodo 1°gennaio 2024-31 dicembre 2026, nel limite massimo annuo di 3mila euro. Con la circolare  del 31 gennaio 2024, l’Inps detta le istruzioni operative e contabili per l’applicazione dell’agevolazione fornendo anche numerosi esempi esemplificativi di ipotesi specifiche.
L’agevolazione riconosciuta dall’articolo 1, comma 180, della legge n. 213/2023, prevede, in particolare, l’esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali dovuti per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di 3mila euro riparametrato su base mensile.
Il successivo comma 181 estende la misura, in via sperimentale, per il 2024, anche alle lavoratrici madri di due figli, fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.

L’esonero, precisa la circolare, è applicabile, oltre che ai contratti già attivi, anche per i rapporti di lavoro che saranno instaurati nel periodo di vigenza del beneficio.

Per usufruire del taglio contributivo, il figlio più piccolo non deve avere superato i 18 anni di età (o 10 anni in caso di due figli), la dispensa dal pagamento dei contributi, tuttavia, non decade in caso di premorienza di uno o più figli o dell’eventuale fuoriuscita di uno dei figli dal nucleo familiare o, ancora, nelle ipotesi di non convivenza di uno dei figli o di affidamento esclusivo al padre.

Le soglie massime di esonero, precisa l’Inps, devono ritenersi valide anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro part-time.

Per quanto riguarda il periodo di applicazione, nel caso in cui la lavoratrice madre, alla data del 1° gennaio 2024, risulti già essere madre di tre o più figli, l’esonero prende il via da tale data, se invece il requisito si perfeziona in un momento successivo, l’agevolazione parte dal mese della nascita del terzo figlio.
Stessa ratio per la mamma di due figli,

Le lavoratrici che decidono di usufruire del beneficio possono informare il datore di lavoro della loro intenzione, comunicandogli anche il numero dei figli e i rispettivi codici fiscali.
In alternativa, la mamma può comunicare direttamente all’Istituto le informazioni relative ai codici fiscali dei figli tramite l’apposito applicativo web disponibile sul portale dell’Inps di cui l’ente renderà nota l’attivazione.

Artigianato a Roma, Lamberto Mattei: “agire e tutelare produzione tipica”

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Roma – Nella trasmissione televisiva su Teleroma2 (Istituzioni e cittadini su youtube)  andata in onda ieri e visualizzabile in streaming cliccando qui,  il dottore commercialista Lamberto Mattei, presidente di Confimprese Roma, ha affrontato il delicato tema dell’artigianato a Roma. Con passione e consapevolezza, Mattei ha sottolineato l’importanza di recuperare e valorizzare il settore artigianale, considerandolo un patrimonio ricco di storia, tradizione ed un fondamentale motore per l’occupazione.

L’analisi dell’importanza del lavoro creativo artigiano:

Lamberto Mattei ha messo in luce l’importanza del lavoro creativo artigiano, evidenziando come le botteghe tradizionali stiano lentamente scomparendo. Ha sottolineato che queste botteghe non sono solo luoghi di produzione, ma veri e propri custodi di antiche tecniche e mestieri che costituiscono il tessuto culturale e storico della città di Roma.

Il presidente di Confimprese Roma ha ribadito ha posto l’attenzione sul settore che deve essere visto non solo come  attività economica, ma ch costituisce bensì un valore intrinseco che contribuisce alla costruzione dell’identità locale. “Le abilità artigianali tramandate di generazione in generazione – ha affermato – rappresentano un legame tangibile con il passato e contribuiscono a definire la peculiarità di una comunità.

La scomparsa delle botteghe tradizionali:

Mattei ha evidenziato con preoccupazione il progressivo declino delle botteghe tradizionali a Roma. L’urbanizzazione crescente, la concorrenza di produzioni industriali e la mancanza di incentivi mirati stanno contribuendo alla chiusura di molte di queste attività. Questa perdita non riguarda solo l’economia, ma anche il tessuto sociale e culturale della città.

Serve impegno per progetti ed incentivi di settore:

Mattei nel corso d programma ha enfatizzato la necessità di un impegno concreto per preservare e rilanciare l’artigianato a Roma. Ha sottolineato l’importanza di progetti volti a supportare le botteghe tradizionali, promuovendo la formazione delle nuove generazioni e offrendo incentivi economici per garantire la sopravvivenza di queste attività.

Inoltre, ha suggerito la’emanazione di leggi e politiche di incentivi fiascali eprogrammi di finanziamento dedicati. Un dialogo costante tra istituzioni, imprenditori e artigiani potrebbe portare a soluzioni concrete per preservare il ricco patrimonio artigianale di Roma.

 

2024, Lamberto Mattei: “serve maggiore impegno per la tutela di piccole e medie imprese”

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Roma – Inizia un nuovo anno e c’è molta apprensione per il futuro delle piccole e medie imprese. A tal proposito Uffici Stampa Nazionali ha intervistato il dott. Lamberto Mattei, da sempre impegnato a tutto campo su questo fronte, ecco l’intervista:

D. Buongiorno, Dott. Mattei. Grazie per essere qui con noi oggi. Per iniziare, vorremmo sentire la sua opinione riguardo al panorama economico attuale per le piccole e medie imprese nel 2024.

Dott. Mattei: Riguardo al panorama economico, posso dire che le PMI svolgono un ruolo cruciale nell’attuale contesto. Tuttavia, è necessario un maggiore impegno per la loro tutela.

D.: Può approfondire il concetto di “maggiore impegno”?

Dott. Mattei: Certamente. Le PMI sono il motore dell’economia e, per garantire la loro crescita, è fondamentale un costante monitoraggio e un impegno continuativo da parte delle istituzioni. In particolare, vedo la necessità di norme più snelle che possano essere un reale supporto alle aziende. La burocrazia spesso rallenta l’operatività delle imprese, e norme più flessibili favorirebbero la loro agilità.

D.: Come potrebbero essere implementate queste norme più snelle?

Dott. Mattei: Un approccio potrebbe essere semplificare i processi amministrativi, ridurre gli oneri fiscali e semplificare le procedure di accesso al credito. Inoltre, si potrebbe considerare l’introduzione di incentivi per la formazione e l’innovazione all’interno delle PMI.

D.: Lei ha menzionato l’importanza del monitoraggio costante. In che modo questo può essere realizzato?

Dott. Mattei: Un sistema di monitoraggio costante potrebbe essere implementato attraverso la collaborazione tra le istituzioni, gli enti di controllo e gli stessi professionisti, come i commercialisti. La condivisione tempestiva di dati e informazioni permetterebbe di individuare eventuali criticità in modo rapido, permettendo interventi mirati.

D.: Qual è il legame tra la crescita delle aziende e la generazione di produttività ed occupazione?

Dott. Mattei: Quando le PMI crescono, investono in nuovi progetti, assumono più personale e contribuiscono all’innovazione. Ciò si traduce in un aumento della produttività complessiva del sistema economico e, di conseguenza, in un incremento delle opportunità di occupazione.

D.: Infine, quali sono le sue previsioni per il futuro delle PMI nel contesto economico del 2024?

Dott. Mattei: Sono ottimista sulle prospettive delle PMI, ma è essenziale che vengano adottate misure concrete per supportarle. Con norme più snelle, incentivi all’innovazione e una maggiore collaborazione tra le parti interessate, credo che le PMI possano svolgere un ruolo ancora più significativo nello sviluppo economico.

Il dott. Lamberto Mattei iscritto negli elenchi ufficiali dei revisori dei conti per gli enti pubblici

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ROMA – Il Dottore commercialista Lamberto Mattei è stato iscritto  negli elenchi dei revisori dei conti degli enti locali presso il Ministero dell’interno Dipartimento per gli affari Interni e Territoriali Direzione Centrale per la Finanza Locale. L’efficacia di tale provvedimento è dal 1 gennaio 2024.

In una intervista di inizio anno di Uffici Stampa Nazionali, Mattei ha sottolineato l’importanza crescente della parte tecnica della revisione contabile nella vita degli enti pubblici, con particolare attenzione al patto di stabilità interno e al rispetto di ogni parametro imposto dalla legge. La sua figura, in qualità di revisore, assume un ruolo fondamentale nel garantire la corretta gestione finanziaria degli enti locali.

“La struttura finanziaria di un ente pubblico – spiega è il pilastro su cui poggia l’efficienza e la sostenibilità delle sue attività. Le risorse finanziarie devono essere impiegate in modo oculato e in linea con le normative vigenti. Oggi più che mai dunque  in un contesto in cui la trasparenza e l’integrità sono valori chiave nella gestione pubblica, il ruolo del revisore dei conti è cruciale. La revisione contabile non è solo un esercizio formale, ma un meccanismo vitale per identificare e correggere potenziali irregolarità finanziarie, garantendo al contempo che gli enti locali siano in grado di adempiere ai loro obblighi finanziari.”

Il patto di stabilità interno, in particolare, rappresenta una sfida significativa. Mattei evidenzia come la sua attività di revisione si concentri sull’analisi approfondita delle finanze pubbliche, cercando di individuare soluzioni che permettano agli enti locali di rispettare i vincoli finanziari imposti dal patto, senza compromettere la qualità dei servizi erogati ai cittadini.

 

Imposta di soggiorno, Lamberto Mattei: “note critiche sull’attività di accertamento”

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ROMA 30 DIC 2023 – L’attività di accertamento in materia di Imposta di soggiorno, sebbene faccia rimando alla generale disciplina in materia di accertamento delle imposte sui redditi, presenta talune peculiarità che derivano dalla sovrapposizione degli adempimenti comunicativi che i soggetti titolari delle strutture ricettive devono indirizzare sia al Ministero dell’Interno per finalità di pubblica sicurezza, sia al competente ente locale per gli scopi impositivi in materia di soggiorno. Ne deriva che l’automatico utilizzo per finalità impositive dei dati di pubblica sicurezza, ingenerando la violazione di molteplici diritti del contribuente, determina la nullità degli atti di accertamento eventualmente emessi.

 

PREMESSA

L’art. 4 del D.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, prevede che i Comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali.

La stessa disposizione al comma 1-bis stabilisce altresì che nei Comuni capoluogo di provincia che, in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici, abbiano avuto presenze turistiche in numero venti volte superiore a quello dei residenti, l’imposta di soggiorno può essere applicata fino all’importo massimo previsto per il contributo di soggiorno di Roma Capitale di cui all’art. 14, comma 16, lett. e), del D.l. 31 maggio 2010, n. 78.

Soggetto passivo dell’imposta è chi (non residente) pernotta nelle strutture specificamente individuate situate nel territorio del Comune impositore. L’imposta di soggiorno è applicata per persona sulla base delle tariffe e del numero dei pernottamenti espressamente previsti da ciascun ente, fermi restando i casi di esenzione e limitazione dal pagamento previsti dai singoli regolamenti applicativi che generalmente concernono i minori, i soggetti che necessitano di cure e assistenza medica, gli autisti di pullman e accompagnatori turistici, il personale delle forze di polizia che pernotta per lo svolgimento di attività di pubblica sicurezza, lo stesso personale della struttura ricettiva, i soggetti che si trovano in particolari situazioni di emergenza sociale e ai volontari impiegati in tali circostanze, nonché alle persone con disabilità grave.

L’imposta è applicata per singola persona in base al numero dei pernottamenti effettivi. Conseguentemente, possono essere previste delle limitazioni in caso di persone che pernottano nel Comune, anche in modo non continuativo, per periodi prolungati di tempo, contrattualmente prefissati, per frequentare corsi di studio che siano attestati nelle caratteristiche e nella durata dalle rispettive università o enti di formazione, accreditati presso gli enti territoriali, ovvero per ragioni dovute al loro lavoro, dichiarate e documentabili.

Come noto, poi, l’imposta di soggiorno va modulata in base alla tipologia della struttura ricettiva e non è comunque applicabile per chi usufruisce di camere a ore, cd. day use (vgs. Consiglio di Stato, sent. n. 1614/2019). Ne deriva che l’applicazione dell’imposta di soggiorno anche per chi usufruisce di camere cc.dd. day-use, ossia solo per alcune ore della giornata, si rileva in contrasto con l’art. 4 del D.lgs. n. 23/2011, essendo chiaro il riferimento alla durata dell’ospitalità «per notte di soggiorno».

 

ADEMPIMENTI, ACCERTAMENTI E SANZIONI IN MATERIA D’IMPOSTA DI SOGGIORNO

Le norme recate dall’art. 4 del D.lgs. n. 23/2011 precisano che il gestore della struttura ricettiva è responsabile non solo del pagamento dell’imposta e del contributo di soggiorno, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, ma anche della presentazione della dichiarazione.

La disposizione prevede anche che per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma dal 100 al 200 % dell’importo dovuto.

Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di soggiorno e del contributo di soggiorno si applica la sanzione amministrativa di cui all’art. 13 del D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.

Assume rilievo, poi, in relazione a quanto ci occupa, la norma di cui all’art. 4 del D.l. 24 aprile 2017, n. 50, che disciplina le cosiddette locazioni brevi, vale a dire i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

In particolare, il comma 5-ter del medesimo art. 4, contempla una disposizione analoga a quella prevista dal comma 1-ter dell’art. 4 del D.lgs. n. 23 del 2011, secondo cui il soggetto il quale incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi, è responsabile anch’esso non solo del pagamento dell’imposta di soggiorno e del contributo di soggiorno, con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, ma anche della presentazione della dichiarazione.

Tema del tutto diverso, ma indirettamente correlato a quello in esame, è quello degli obblighi di comunicazione in materia di pubblica sicurezza in capo ai titolari di qualsiasi struttura ricettiva che sono imposti, come noto, dall’art. 109 TULPS, secondo cui: “1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti. 2. Per gli stranieri extracomunitari è sufficiente l’esibizione del passaporto o di altro documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi internazionali, purché munito della fotografia del titolare. 3. Entro le ventiquattr’ore successive all’arrivo, i soggetti di cui al comma 1 comunicano alle questure territorialmente competenti, avvalendosi di mezzi informatici o telematici o mediante fax, le generalità delle persone alloggiate, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.”.

Ai sensi dell’art. 1, comma 161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, poi, gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.

In tali casi, gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie secondo il procedimento stabilito negli artt. 16 e 17 del D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.

In tale contesto si colloca, inoltre, il D.M. 11 novembre 2020 che ha individuato i criteri, i termini e le modalità per la fornitura da parte del Ministero dell’interno, in favore dell’Agenzia delle entrate, dei dati risultanti dalle comunicazioni prodotte dai gestori di strutture ricettive e dei proprietari o gestori di case e appartamenti, per finalità di pubblica sicurezza, di cui all’art. 109, comma 3, del TULPS.

In particolare, tale provvedimento ha stabilito che i dati sono resi disponibili dal Ministero dell’interno, in forma anonima e aggregata per ogni struttura, all’Agenzia delle entrate, che li rende disponibili ai Comuni che hanno istituito l’imposta di soggiorno, di cui all’art. 4, del D.lgs. n. 23/2011, o il contributo di soggiorno, di cui all’art. 14, comma 16, lett. e), del D.l. n. 78/2010, previsto per Roma Capitale.

Secondo l’art. 1 di tale provvedimento, l’Agenzia delle entrate utilizza i dati, unitamente a quelli trasmessi dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare ai sensi dell’art. 4, commi 4 e 5, del D.l. n. 50/2017, ai fini dell’analisi del rischio relativamente alla correttezza degli adempimenti fiscali mentre “I comuni utilizzano i dati ricevuti ai fini di monitoraggio e per lo svolgimento dell’attività di accertamento.”.

 

CRITICITÀ CONNESSE ALLO SVILUPPO DEGLI ACCERTAMENTI IN MATERIA

Come sopra ricostruito il Legislatore ha imposto precisi vincoli di utilizzo dei dati di pubblica sicurezza relativi agli alloggiati che, per ragioni di privacy, devono peraltro essere trattati con le cautele di cui al Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 (cd. GDPR).

Orbene, sebbene il D.M. 11 novembre 2020 abbia consentito, come visto, la possibilità di utilizzo da parte dei Comuni di tali dati ai fini degli accertamenti di cui all’imposta di soggiorno, ha espressamente sancito che la messa a disposizione di tali dati in favore dell’Agenzia delle entrate debba avvenire in forma anonima!

Emerge in maniera lampante, quindi, come tali dati non possano essere oggetto di utilizzo diretto ai fini dell’accertamento data, in particolare, la circostanza che gli stessi contengono – in adempimento delle disposizioni dettate in materia di pubblica sicurezza e antiterrorismo – dati ed elementi riferiti a tutti gli alloggiati indistintamente considerati e, dunque, senza alcuna esclusione riferita a quei soggetti che, secondo la disciplina tributaria e i vari regolamenti applicativi, non sono soggetti a tale imposizione (es. residenti, day use, personale delle forze dell’ordine, minori, ec…).

Ne deriva necessariamente che, per essere utilizzati, in sede accertativa, quindi, l’ente impositore è tenuto ad avviare uno specifico confronto preventivo con il titolare della struttura ai fini del rispetto del principio del contraddittorio.

L’utilizzo per tabulas di detti dati, infatti, data la loro caratteristica di anonimità, sarebbe in grado di determinare, tra l’altro, un grave nocumento al diritto di difesa del contribuente come garantito dall’art. 24 della Costituzione, data la circostanza che, al fine di fornire la prova difensiva, lo stesso non potrebbe nemmeno allegare le schede relative alla comunicazione degli alloggiati per le finalità di pubblica sicurezza che, ad evidenza, contengono informazioni anagrafiche tutelate dalla disciplina sulla privacy di cui al GDPR e al Codice della privacy di cui al D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196.

Presupposto del Contributo è, infatti, il pernottamento di persone (non residenti nel territorio del Comune impositore) nelle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, negli alloggi per uso turistico individuati dalla normativa regionale in materia di turismo, nonché negli altri immobili destinati alla locazione breve, situati nel territorio del Comune impositore.

Detti comuni sono stati individuati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Il menzionato art. 14 prevede, infatti, per Roma Capitale l’introduzione di un contributo di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive della città, da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione fino all’importo massimo di 10 euro per notte di soggiorno.

Si deve altresì aggiungere che l’art. 1, comma 1129, della legge n. 145 del 2018 ha stabilito che anche il comune di Venezia è autorizzato ad applicare, per l’accesso, con qualsiasi vettore, alla Città antica e alle altre isole minori della laguna, il contributo di sbarco di cui al comma 3-bis dello stesso art. 4 del D. Lgs. n. 23 del 2011, alternativamente all’imposta di soggiorno di cui al comma 1 del medesimo articolo, entrambi fino all’importo massimo 10 euro per notte di soggiorno.

La dichiarazione deve essere presentata cumulativamente ed esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo e, limitatamente all’anno d’imposta 2020, deve essere presentata unitamente alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2021.

Confimprese Roma Capitale, Lamberto Mattei: “azioni costanti presso le CCIAA”

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ROMA – Durante la trasmissione di ieri su Istituzioni e Cittadini /Teleromadue canale 83, sono state trattate anche questa volta importanti tematiche relative al mondo delle imprese.  Il Dott. Lamberto Mattei, presidente di Confimprese Roma e Lazio ha risposto alle domande del giornalista conduttore Fabrizio Mastrorosato, con particolare attenzione all’azione per la tutela delle imprese.

Mattei ha spiegato il modus operandi di Confimprese che a 360 gradi cerca di dare risposte alle problematiche delle p.m.i. di Roma e del Lazio per il quale sussiste un coordinamento di azione presso le Camere di Commercio.

Con lui Giuseppe Sarnella presidente Confimprese Turismo Italia il quale ha tracciato un quadro esaustivo, chiaro e realista sulla necessità di intraprendere iniziative per il bene delle persone.

“Il ruolo di Confimprese – spiega Mattei alla stampa Nazionale – costituisce per Roma e per il Lazio un punto di riferimento. Opera da oltre venti anni in una rete sinergica particolarmente efficace. Sempre più intense sono negli ultimi anni,  le relazioni Istituzionali e più proficuo il dialogo costante con le Istituzioni. Siamo in campo in diverse occasioni su temi centrali per il retail, quali vendite promozionali, saldi, liberalizzazioni orari, riconoscimento operatori franchising e semplificazione. Inizia la collaborazione con ITA Agenzia per l’internazionalizzazione dei retailer italiani. Oggi Confimprese rappresenta oltre 450 marchi commerciali in tutta Italia, grazie all’azione propulsiva del nostro presidente nazionale Guido D’Amico”.

Ma per seguire la trasmissione in streaming di seguito al link: